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23 settembre 2012

San Paolo diviso per i rom tra antifascismo e l’insuccesso dei fascisti

Poche vie li dividevano e pertanto poteva scoppiare la bagarre, ma così non è stato. Il corteo, organizzato da Gioventù Fiamma Tricolore venerdì 21 settembre per le strade del quartiere San Paolo, si è concluso ai giardinetti di via Sondrio dove il capo corteo, il segretario Valter Ciceri, ha preso la parola. “Oggi Legnano ha trovato il coraggio di rialzare la testa – ha gridato al megafono – scendendo in piazza contro i rom che troppo a lungo hanno terrorizzato questo quartiere. Mandiamo a casa i rom, e mandiamo a casa questo sindaco e tutto il consiglio comunale!”.

Se da una parte sono state srotolate le bandiere nere, poche, mentre dall’altra, davanti alla chiesetta della Ponzella, sventolavano i colori della pace, l’arcobaleno, le bandiere della Cgil e della Cub. Presente anche il collettivo La Sciloria di Rho. Dunque il quartiere San Paolo si è trovato blindato e invaso da camionette di agenti anti sommossa. Il tutto per evitare lo scontro. Tolleranza zero versus lotta all’antifascismo e lotta agli sgomberi. “Lo sgombero è emergenza e quando anche i fondi e le risorse economiche cominciano a scarseggiare anche questo sistema mostra la corda. I residenti del quartiere, intanto, sono al limite della sopportazione e hanno le loro sacrosante ragioni”, ha dichiarato il consigliere Sinistra Legnanese Giuseppe Marazzini.

“Dobbiamo far sì che un corteo fascista non succeda più – prosegue -. La prefettura ha dato il permesso a loro corteo e non ha accettato la nostra sospensione dello stesso, meno male che almeno ci ha concesso il presidio”. “Noi siamo di più e ciò significa che Legnano rimane la medaglia d’oro dell’antifascismo”, ha dichiarato un esponente del partito di Rifondazione Comunista.

Paola Vilone

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